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Tutto ciò che abbiamo visto finora è stato
merito esclusivo della natura, ma proviamo a vedere come,
a questo punto avviene il passaggio di consegne nelle mani
esperte dell’uomo.
La maggior parte dei depositi gemmiferi sono stati scoperti per caso, senza tecniche
moderne o basi scientifiche, ed ancora oggi esistono zone in cui i metodi di
estrazione sono gli stessi di duemila anni fa. Il metodo più semplice è quello
di estrazione della ghiaia gemmifera dai letti asciutti di antichi corsi d’acqua.
Questo procedimento consiste nello scavare un piccolo pozzo verticale nelle ghiaie
e, se le condizioni lo permettono, successive gallerie orizzontali dalla base
del pozzo.
I cristalli, che crescono all’interno di una roccia-madre, sono liberati
con degli utensili a mano, con attrezzi ad aria compressa o con del semplice
esplosivo.
Le rocce disintegrate vengono successivamente lavate mediante canali di arricchimento:
il materiale gemmifero, più pesante della roccia, si deposita sul fondo
di vasche di raccolta.
L’estrazione dai depositi secondari è differente, ma allo stesso
modo semplice. Si ottiene asportando completamente la copertura della miniera,
che per questa ragione è chiamata a cielo aperto.
Anche in questo caso, se necessario, si ricorre all’aiuto di getti d’acqua
per disgregare il sottosuolo.
Tutti i procedimenti successivi sono simili a quelli analizzati precedentemente. |
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Mogok, Birmania. Il
sole è così forte
che ogni ruscello diventa un paesaggio privilegiato per
la ricerca delle gemme / Estrazione di pietre preziose
ad una profondità di cinquanta metri / Australia,
tipica miniera a cielo aperto. L'esportazione della terra
continuerà fin quando essa lascerà scoprire
i suoi tesori |
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